Bantamu chiude i battenti

Bantamu chiude i battenti

bantamu closed linkedin
l’annuncio della chiusura su Linkedin

L’annuncio, dato sui social, rimanda alla home page della piattaforma https://bantamu.com/. Nel comunicato si legge che le ragioni della chisura sono molte  “ma la verità è che l’industria musicale sta vivendo un cambiamento radicale” e che “i musicisti sono più indipendenti che mai e l’autoproduzione è ormai uno standard”.

Riportiamo il comunicato originale:

“Bantamu is now closed

When we first launched Bantamu, during the first months of 2014, our goal was to create an online network to connect musicians and music professionals from all over the world.
All the other online services at that time were not congenial for this purpose and so our team worked days and nights to build something unique: a marketplace, specific for the music industry, with a proprietary matching algorithm capable of finding the right professional for any artist’s needs!

Today, after seeing our site growing from just a few registered professionals to thousands of musicians, audio engineers, producers and recording studios from all over the world, and after having contributed to the realisation of many independent music productions through our demand-matching service, we have decided to stop our incredible journey.

Why

The reasons are many, but the truth is that the music industry is experiencing a radical change during the recent years: musicians are now more independent than ever and self productions are becoming a standard.
Obviously there will always be collaborations between artists and music professionals, but the growth and development of these kind of collaborations don’t coincide with the marketplace and the vision we had imagined with Bantamu.
The new technologies and professional softwares/hardwares are increasingly accessible to everyone looking to produce music and, even if we at Bantamu find all this really exciting, we can’t underestimate the impact of these changes on the growth and sustainability of our business.

Thank you!

Thanks to all those who have supported and followed us during this fantastic journey: our great team of internal and external collaborators, our mentors at 42Accelerator who has always encouraged us to do our best, all the investors who have believed in us and who have always supported us during every single decision taken (including this last one…).
But mostly, a huge thanks to all the musicians and music professionals who have used Bantamu til today. Your support, your feedbacks and even your (few) complaints have always given us the strength and enthusiasm to move on!

As usual, if you have any question, advice or if you simply want to say hi, don’t hesitate to get in touch with us.

Keep on rockin!

bantamu home

Viene però naturale chiedersi il perchè una start-up (tutta italiana peraltro) che in 3 anni ha visto l’iscrizione di migliaia di musicisti, tecnici del suono, producers, che consentiva l’incontro tra “domanda” e “offerta”, definito il LinkedIn dei professionisti della musica, anzicchè cambiare target, rimodellando la sua impostazione per venire incontro alle nuove necessità, decida di chiudere i battenti buttando nel cestino (per non dire altro) le migliaia di account di musicisti e professionisti iscritti sulla piattaforma. Probabilmente le altre motivazioni, non citate nel comunicato, sono state altrettanto determinanti.

La motivazione principale tuttavia, ci porta a un’incoraggiante riflessione.

L’intento di Soundscape è quello di offrire un servizio professionale di mix e mastering proprio ai musicisti indipendenti e alle autoproduzioni. Lo abbiamo scritto da subito, ed evidentemente la strada è quella giusta.

 

Vinile: Guida semi seria a un uso consapevole

Vinile: Guida semi seria a un uso consapevole

Il 2016 ha visto una notevole crescita nelle vendite dei vinili, sicuramente i “padellotti neri” sono tornati di gran moda e già da qualche anno. Tuttavia viene spesso ignorata la cura da riservare al giradischi e al vinile stesso per farlo durare il maggior numero di anni possibile. In questo post ho raccolto alcune risorse utili che si possono trovare su internet al riguardo.

Tassonomia dei “Vinilisti”

 

Carl Nilsson Linnaeus – fonte Wikipedia

 

Le due più consistenti sottospecie appartenenti famiglia dei vinilisti individuate da Linneo sono:

Gli Integralisti Analogici e i Vinyl-Chic.

n.d.r.: Come molte specie animali, esistono numerosi ibridi e il vinilista in questo non fa eccezione.

Andiamo a vederle da vicino!

 

Gli Integralisti Analogici

 

Costoso giradischi hi-end

Come suggerito dal nome sono dei nemici giurati del digitale, in particolar modo del CD (e ne hanno tutte le ragioni), ma anche della musica liquida e perfino i file lossless ad alta risoluzione, come i FLAC, accusati di “freddezza” e di suonare troppo “analitici”. L’integralista analogico, però, è un ascoltatore molto preparato. Possiede una strumentazione molto costosa, probabilmente anche un ambiente d’ascolto trattato a livello di acustica, e soprattutto impiega parte del suo tempo nella manutenzione e nel setup del giradischi.

I Vinyl-Chic

 

Esemplare femmina con disco graffiato e dita sui solchi.

Questa tipologia di vinilista, generalmente, si è avvicinata al vinile trasportato dai ricordi di quando era piccolo e giocava a frisbee coi vinili del papà. Usa il vinile come un CD: lo mette sul piatto, quasi sempre giradischi entry-level, posa la testina sul solco del disco e, spesso, quando finisce il Lato A, si dedica ad altro per la pigrizia di girare il disco. Altra peculiarità è l’ostentazione sui social dei suoi ultimi acquisti. Le argomentazioni a suffragio della sua scelta riguardano le dimensioni della copertina, o una non meglio specificata superiorità del vinile non si sa bene rispetto a cosa.

Tralasciamo l’integralista analogico, che seppur massimalista, è arrivato alle sue scelte consapevolmente, probabilmente negli anni 90, quando la moda spingeva invece verso i CD.

Cerchiamo pittosto di dare qualche consiglio di lettura al nostro amico Vinyl-Chic.

Usura del vinile

Il vinile è un materiale piuttosto “morbido” se confrontato con la testina di lettura, di conseguenza il passaggio di quest’ultima nel solco può provocare un’usura soprattutto sulle alte frequenze, anche ad un primo ascolto, senza le dovute accortezze, si rischia di danneggiare un vinile. A tal proposito vi rimando a questa discussione sull’usura dei vinili.

Setup

Per preservare i vostri dischi in cloruro di polivinile (conosciuto anche come PVC), dovrete fare molta attenzione alla polvere ma anche a setup del vostro giradischi. Una fonte autorevole dalla quale attingere informazioni è sicuramente TNT-Audio, la bibbia made in italy dell’alta fedeltà. Vi rimando quindi a questo articolo riguardante il setup del giradischi.

Un altro prezioso articolo sempre di TNT-audio, riguarda l’allineamento della testina.

Su youtube inoltre sono presenti diversi video riguardanti il setup dei giradischi.

Può essere utile anche questa guida ai dischi in vinile che tratta il tema un pò più in generale, dall’acquisto di dischi alla pulizia e stoccaggio.

Vinili buttati alla rinfusa

Leggendo i link che vi ho proposto capirete perchè l’industia musicale ha da sempre cercato alternative a questo supporto: ascoltare bene un vinile richiede molte cure e attenzioni a livello di manutenzione e setup. Inoltre il vinile ha dei limiti intrinsechi che vanno dalla progressiva perdita delle alte frequenze, ai problemi di dinamica e distorsione delle tracce più interne.

Se anche tu sospetti che un tuo amico appertenga alla categoria dei Vinyl-chic, non esitare, invitalo a leggere questo post, potrebbe cambiargli la vita, ma soprattutto potrebbe cambiarla alla sua collezione di dischi!

 

Podcast – Come si fa? Guida alla registrazione con Audacity e Skype

Podcast – Come si fa? Guida alla registrazione con Audacity e Skype

Abbiamo parlato di cosa sono i podcast e come ascoltarli. Oggi invece vediamo come passare dall’altra parte del microfono e produrre il proprio podcast.

Cosa serve?

  • Contenuti Originali
  • Microfono USB
  • PC
  • Audacity
  • Skype
  • Connessione Internet
  • Account Spreaker

Dopo esservi dotati di microfono usb (se non sapete quale scegliere, leggete il mio articolo al riguardo), dovrete creare un account su Spreaker sul quale poi andrete a creare il/i vostro/i show. Dei dettagli ne parleremo ne prossimo articolo, quindi restate sintonizzati!

Vediamo ora come registrare il vostro podcast.

Audacity

Sebbene Spreaker offra un software per la creazione di podcast, Spreaker Studio, consiglio di usare audacity, con il quale potrete gestire molte più opzioni.

Andiamo a vedere passo passo come fare:

Dopo aver scaricato e installato Audacity, e collegato il microfono usb al pc, aprite il software e configuratelo come segue:

 Dal menù modifica andare su preferenze, o se amate le shortcut: ctrl+pcome registrare un podcast con audacity

dal menu di sinistra selezioniamo “Dispositivi” e andiamo a settare il dispositivo di registrazione come segue: al posto di “Microfono (dispositivo high definition)” andate a selezionare il vostro microfono, riguardo ai canali, se dovesse darvi più opzioni selezionare sempre mono.

come registrare un podcast con audacity

Selezioniamo dal menu di sinistra “Qualità” per impostare la qualità di registrazione come segue

come registrare n podcast con audacity

Non so perchè, ma audacity imposta di default la risoluzione a 32bit che francamente è inutile per il nostro scopo, assicuratevi di impostarla a 16 bit, e con una frequenza di campionamento di 44.100Hz.

Impostate best quality per la conversione in tempo reale, ma se notate che il pc rallenta abbassatela.

In alcuni casi potrebbe essere necessario scaricare o localizzare le librerie mp3, che essendo formato proprietario, Audacity non può incorporare nel software. Se così fosse cliccate su Scarica, verrete indirizzati a una pagina con le istruzioni per l’installazione delle librerie.

Premete su OK per salvare e tornare alla timeline.

come registrare un podcast con audacity

Assicuratevi sempre che il microfono selezionato sia quello corretto e impostato in mono, per iniziare a registrare cliccate semplicemente su Record (tasto rosso) e quando vorrete concludere la vostra registrazione su stop.

Assicuratevi sempre che il livello di registrazione sia corretto, fate più prove se necessario regolando il livello dal cursore a fianco dell’icona del microfono, un livello corretto dovrebbe essere compreso fra i -9 dB e i -6 dB. Tenetevi a una distanza di 10/15cm dal microfono.

Una volta registrato il vostro podcast non vi resta che fare un po’ di editing tagliando i silenzi, colpi di tosse ed eventuali errori. Per farlo, selezionare col cursore la parte da tagliare e cliccare sul tool a forma di forbici. Finito con l’editing inserite l’eventuale sigla e musica di sottofondo importandola dal menu File > Importa > audio . Il risultato finale dipenderà da molti fattori, ovviamente non potrete aspettarvi il massimo della qualità, si tratta pur sempre di un software basilare e freeware, in mano ad un non professionista. Il servizio che offre Soundscape si avvale di un software professionale come Cubase Pro 8, di un tecnico specializzato, ed una regia trattata acusticamente.

Prima di esportare il nostro file bisognerà aggiungere i tag metadata necessari per una corretta visualizzazione su iTunes. Per fare questo andare sul menu file e selezionare “modifica metadati”. Aggiungere autore, anno, titolo, e quant’altro.

come registrare un podcast con audacity

Come ultimo step non resta che esportare il file audio, se non avete effettuato editing o missaggi è inutile salvare il progetto. Per fare ciò cliccare sul menu file e poi export.

come registrare un podcast con audacity

Nella finestra che si aprirà selezionare salva come: mp3, impostare il bitrate su costante e la qualità a 128kb/s. Selezionate la cartella di destinazione e il nome del file e voilà il gioco è fatto.

come registrare un podcast con audacity

Skype

Se il vostro podcast è caratterizzato da interviste via Skype (o Hangouts) consiglio di usare Callnote (scaricabile da qui) nella sua versione free per windows e Mac Os, offre fino a 30 registrazioni al mese che ritengo siano più che sufficienti. La particolarità di questo software è la possibilità di registrare da Skype, Hangouts, Viber e l’audio e video delle chiamate via Facebook. Inoltre registrerà in file separati l’audio dell’autore, l’audio dell’interlocutore e il file video. Avere file audio separati è un grande vantaggio in fase di editing e montaggio.

Prima di vedere nel dettaglio Callnote, parliamo di alcuni accorgimenti per ottenere registrazioni di buona qualità.

  1. Chiudete qualsiasi applicazione possa “mangiarsi” banda internet e comportare problemi alla chiamata, fra questi browser, dropbox, update di sistema. Chiedete al vostro interlocutore di fare lo stesso.
  2. Chiudete qualsiasi programma non necessario che possa rallentare il pc.
  3. Usate sempre delle cuffie per evitare “rientri”, lo stesso dovrà farlo il vostro ospite.

Configurate skype correttamente, al posto di “Dispositivo High definition audio” dovrete selezionare il vostro microfono usb, in alcuni casi potrebbe essere necessario collegare il microfono prima di avviare skype.

Andate su Strumenti > Opzioni e dal menu di sinistra su impostazioni audio.

come registrare da skype

 

Callnote è davvero semplice da installare e configurare quindi non mi dilungherò al riguardo.

Se siete interessati a registrare anche il video mettete una spunta come mostrato qui sotto

registrare chiamate skype con callnote

Altro impostazione importate è la cartella di destinazione delle registrazioni, quella di default è su Documenti/Callnote/records ma potete cambiarla da “settings” cliccando appunto su “change”.

come registrare le chiamate skype con callnote

Come avete visto è molto semplice, non vi resta che dar vita al vostro podcast e se lo desiderate usufruire del servizio di Soundscape per il montaggio e il supporto tecnico!

Nel prossimo articolo, come detto in precedenza parleremo di Spreaker, non perdetevelo!

Leggi l’articolo precedente: i Podcast – Cosa sono e come ascoltarli


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i Podcast – Cosa sono e come ascoltarli

i Podcast – Cosa sono e come ascoltarli

Iniziamo una serie di tre articoli sul podcasting partendo da un’ introduzione per cominciare a conoscere questo strumento, dare un’ occhiata al panorama indipendente italiano, e le app per ascoltarli ovunque!

Cos’è un podcast?

Un po’ di storia

I primi podcast nascono agli albori degli anni 2000, la storia del nome è controversa alcuni ritengono derivi dal famoso player di Apple, iPod appunto, altri avanzano le più disparate ipotesi che sia un acronimo. Qualunque sia l’origine di “Pod” sappiamo per certo che –Cast deriva da broadcast cioè trasmissione.

L’intento originale del podcasting era di rendere disponibili contenuti audio in formato mp3 da poter scaricare e portare sempre con sé. Nel tempo questi contenuti sono cambiati: dopo un’ iniziale fase di “audio blog” (finita con l’avvento dei primi social e successivamente di youtube) sono diventati, e tuttora sono, un modo per riascoltare le repliche delle trasmissioni radiofoniche. Il podcast come fonte di contenuti inediti sembrava defunta. Nel frattempo però è passata parecchia acqua sotto i ponti, e come spesso accade l’innovazione tecnologica ha resuscitato questo interessante mezzo di comunicazione.

Siamo nel primo decennio dei 2000 e cosa arriva fra le nostre mani? Smartphone con cuffiette e internet mobile, poco dopo arriveranno anche le tariffe flat per il mobile internet, e dulcis in fundo app come iTunes o le app per android (in seguito vedremo quali). Ok mi pare che gli ingredienti ci sono tutti.

L’insieme di questi fattori ha portato nuova linfa al podcasting. Se prima dovevi scaricare il podcast da un sito e poi trasferirlo su iPod o suoi omologhi, oggi basta che dal tuo iPhone apri iTunes, vai nella sezione podcast e trovi svariati canali a cui iscriverti e ricevere in automatico le puntate non appena vengono pubblicate. E questo riguarda sia i podcast di “replica” che quelli inediti. Di recente con l’arrivo di Android Auto e Apple Carplay è possibile ascoltare podcast comodamente in auto.

2014: Serial

Correva l’anno 2014 e negli USA veniva lanciato Serial, una serie in 12 episodi basata su un fatto di cronaca nera realmente accaduto, prendendo in esame atti e documenti reali. Una specie di “Blu Notte” in versione podcast per intenderci. Il successo è stato clamoroso, soprattutto tenendo conto che si tratta di un podcast indipendente, primo nelle classifiche di iTunes anche molto tempo dopo il rilascio, più di 5 milioni di download secondo Apple(Fonte). Il tutto finanziato da sponsor (primo fra tutti Mailchimp che in USA sponsorizza molti podcast) e per il rilascio della seconda stagione anche da donazioni. E’ prevista  una terza stagione nell’estate 2017.

Va detto che negli Stati Uniti il podcasting indipendente è molto più sviluppato che in Italia al punto che esistono figure professionali legate al montaggio audio e si sprecano gli annunci di chi cerca o offre servizi per il podcasting, nonchè svariati sponsor.

E in Italia?

In italia il podcasting fino a poco tempo fa era utilizzato solo per le repliche di trasmissioni radiofoniche, tranne qualche pioniere indie come Scientificast che ha visto la luce nel 2007, si occupa di divulgazione scientifica e nel frattempo è diventato un’associazione culturale. O Digitalia, che invece trasmette dal 2009 e si occupa di tecnologia.

Gli indipendenti

Da qualche anno però si assiste ad una graduale crescita di podcast indipendenti e la scelta è ormai vasta. Abbiamo le interviste ad imprenditori e freelance di Italian Indie Tra “i più richiesti” di iTunes troviamo Strategia Digitale che tratta soprattutto di marketing, tra gli “essentialsStart Me Up. Voglio anche segnalare due podcast su i quali ho avuto il piacere di lavorare: Vendere Valore (Business e Marketing) e Periscritto un podcast di interviste a scrittori e copywriter. Ma l’universo del podcasting è variegato esistono podcast di intrattenimento come il “contenitoreQuerty e il filone educational che, oltre al già citato Scientificast, comprende programmi dedicati all’apprendimento delle lingue, alla filosofia, alla letterutura e perfino alla psichiatria!

Insomma si tratta di una nicchia in espansione e chissà che presto non arrivi uno “Spaghetti Serial“. Mancano tuttavia degli inserzionisti specializzati in questo settore e chi vuole monetizzare deve procacciarsi una sponsorship. Inoltre, per quanto mi risulta, l’unica realtà in Italia che al momento offre un servizio di editing professionale e pubblicazione dedicato a chiunque voglia fare podcasting è Soundscape.

Come li ascolto?

Abbiamo detto che la forza dei podcast è la mobilità, quindi escluderò le soluzioni “desktop” che comunque esistono per tutti i sistemi operativi.

Ascoltare i podcast è semplicissimo:

Apple:

Per iPhone e iPad i podcast sono disponibili su iTunes o tramite l’app gratuita Podcast. Se non l’avete già installata sarà sufficiante andare sull’app store e scaricarla, una volta aperta potrete esplorare gli show più ascoltati o le categorie di vostro interesse, oppure cercarne uno specifico digitando il nome. L’app “Podcast” è disponibile anche per Apple CarPlay. Se non volete perdere nessuna puntata del vostro show preferito basterà sottoscrivere il podcast e automaticamente verranno scaricate i nuovi episodi.

Qui l’elenco aggiornato dei modelli di auto compatibili con Apple CarPlay

podscat in auto con apple carplay podcast

Android

Su android sono disponibili diverse app, alcune delle quali a pagamento.

Fra queste ultime, secondo molti, la migliore è Pocket Cast che attualmente costa 2,99€, i vantaggi di questa app sono:

  • la sincronizzazione dei dispositivi, quindi potrete iniziare ad ascoltare il vostro podcast da smartphone e continuare in auto (è compatibile con android auto) dal punto in cui avete interrotto.
  • Multipiattaforma

Qui i modelli di auto e stereo compatibili con Android Auto

Fra le app free una delle più gettonate è Podcast Republic  che personalmente ho trovato la più semplice da usare e con delle caratteristiche molto interessanti.

Tra le quali:

  • Supporto dei feed di iTunes e dei canali e playlist di Youtube
  • Sincronizzazione fra dispositivi
  • Lingua Italiana
  • Facilità d’uso

Vediamo come sottoscrivere uno show con Podcast Republic

Una volta scaricata l’app ci troveremo sulla home

 

Come ascoltare i podcast con Podcast Republic

Dalle tre linee in alto a sinistra andremo a selezionare la localizzazione, cliccando sulla bandierina in alto a sinistra

Come ascoltare i podcast con Podcast Republic

 

Da uno dei vari campi di ricerca basta immettere il titolo per cercare, oppure potete esplorare i podcast più ascoltati da “Browse Top Chart”.

Come ascoltare i podcast con Podcast Republic

Trovato il vostro show preferito, potete sottoscrivere per ricevere in automatico le nuove puntate, cliccare su una puntata per scaricarla o riprodurla in streaming.

Due righe vanno dedicate alla sottoscrizione, dalle impostazioni infatti si può scegliere se scaricare le nuove puntate o meno, risparmiando quindi spazio sul telefono.

Ma le impostazioni sono tantissime e lascio a voi l’esplorazione!

Non ho modo di provare se sia disponibile su android auto, tanto vale che proviate e mi fate sapere! E’ comunque possibile attivare la modalità auto dalle impostazioni.

Vai alla seconda parte: Podcast – Come si fa? Guida alla registrazione con Audacity e Skype

 


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I migliori 4 Microfoni per Youtuber e Podcaster

I migliori 4 Microfoni per Youtuber e Podcaster

Quando si parla di podcasting, non si può non trattare l’argomento microfoni. E’ il requisito fondamentale per un risultato di qualità professionale. Si lo so, sono fissato con la qualità! Ma non smetterò mai di ripeterlo: qualità = autorevolezza. E’ la linea di demarcazione, per fare un esempio chiaro a tutti, che passa tra la pubblicità del “Ferramenta Franco” su Radio Frittole International, e quella di un’ azienda su un network più importante. La buona notizia è che, rispetto al povero Ferramenta Franco, avere una buona qualità e su un target molto più mirato vi costerà molto meno.

Perchè un microfono usb?

Iniziamo col porre un po’ di basi certe, collegare un microfono alla scheda audio del pc (magari usando un adattatore jack->mini-jack)  è inutile, e in più ogni volta che lo farai un fonico da qualche parte del mondo morirà!

Seriamente, con questo procedimento ti continuerai a portare dietro tutti problemi legati alla scheda audio del pc (rumori di fondo, fruscii ecc).Soundscape interfaccia audio

Le soluzioni sono due: Una interfaccia audio esterna a cui dopo collegare un microfono, oppure un microfono usb.

La prima scelta è interessante se avete velleità musicali, ma del tutto scomoda e costosa se quello che vi interessa è solo registrare la vostra voce. Il microfono usb ha il vantaggio di avere un covertitore integrato e non richiede nessuna configurazione particolare.

Ecco i “fantastici 4” Microfoni Usb:

Marantz Podpack

Attualmente in vendita su Amazon a EUR 59,99

Marantz è un marchio storico per quanto riguarda l’HiFi, un nome che è una garanzia nel campo dell’audio, che di recente ha introdotto una linea di microfoni usb. Già dal nome, Podpack, si intuisce che Marantz con questo prodotto mira ad un target di podcaster, offrendo un microfono a condensatore in bundle con un supporto. Sul microfono non è presente nessun controllo di volume o uscita per le cuffie. Non ho trovato nessuna specifica riguardo frequenza di campionamento e risoluzione, nè sul manuale nè sui siti in cui è in vendita, immagino che ciò significhi che abbia le specifiche “base” di 44.1kHz/16bit.

Rumorosità 16dBA Rapporto segnale-rumore: 78dB

Soundscape - microfoni usb Marantz Podpack

 

La risposta in frequenza è di 20Hz-17kHz, il grafico mostra una discreta linearità per lo scopo che si pone, ovvero sostituire il microfono integrato del portatile o avere un prodotto con cui portare a casa il risultato ad un prezzo entry level.

La figura polare è fissa a cardioide con una ripresa fuori asse leggermente più larga rispetto ad altri microfoni. La scelta della figura polare fissa è un vantaggio per chi non ha la necessità o le competenze per scegliere altre configurazioni, sono certo che eviterà tanti errori di setup.

Marantz MPM2000U

Prezzo su Amazon EUR 99,99

Fratello maggiore del Podpack, è il top di gamma dei microfoni usb di Marantz, offre una frequenza di campionamento di 48kHz e 16 bit di risoluzione. Incluso nella valigetta, oltre il cavo usb, lo spider  per il montaggio su supporto. Anch’esso non offre uscita cuffie e conrolli sul corpo del microfono. Sinceramente condivido questa scelta di Marantz in un ottica di microfoni per podcaster e youtuber, e forse (ma è una mia supposizione) è la causa della bassa rumorosita di questi microfoni. Less is more!

Rumorosità 16dBA, rapporto segnale-rumore: 84dB.

Soundscape - Microfoni Usb Marantz mpm2000u

La risposta in frequenza dichiarata dalla casa è 20Hz-18kHz, e il grafico mostra delle caratterizzazioni in alcuni porzioni dello spettro. Tuttavia queste enfasi, concentrate nella parte medio-alta e alta dello spettro, per l’uso di cui stiamo parlando sono poco influenti.

La figura polare è una cardioide con una buona reiezione fuori asse.

Audio Technica Pro AT2020USB+

Facciamo un salto di prezzo ma anche di qualità e passiamo all’ Audio Technica Pro AT2020USB.

Prezzo su Amazon al momento: EUR 161,00

Si tratta di un altro microfono a condensatore a figura polare fissa (cardioide), uscita cuffie nella parte posteriore, controllo del volume per la cuffia sul frontale, led per segnalare la connessione al pc. Il convertitore come nel caso precedente offre frequenze di campionamento fino 48 kHz a 16 bit, che sottolineo essere specifiche più che sufficienti per il podcasting o i video.

Soundscape - Microfoni Usb Audio Technica

Stando a quanto riporta audio technica, la risposta in frequenza è di 20Hz-20kHz, lineare dove serve, con un ottima risposta anche sulle basse frequenze. La figura polare mostra una cardioide abbastanza “severa” sul segnale proveniente dai 180° (a 1kHz).

Sulla carta si tratta di un ottimo microfono, molto migliore di altri suoi concorrenti della stessa fascia si prezzo.

Røde NT-USB

Røde è un rinomato produttore australiano di microfoni professionali, usati sia in studi di registrazioni e applicazioni live, che per uso Broadcast e cinematografico.

Prezzo EUR 159,00

Il microfono in questione offre una conversione fino a 48 kHz / 16bit, uscita cuffia, potenziometro per il volume della cuffia e per il monitoring. Inoltre incluso nel prezzo un filtro anti-pop con logo Røde in bella vista.

Diamo un’occhiata alla scheda tecnica:

Soundscape - Microfoni Usb Rode Nt-usbLa risposta in frequenza dichiarata è di 20hz-20kHz, e una linearità molto buona, con un’enfasi dai 2kHz ai 10kHz, proprio dai 2k ai 5kHz si trovano le frequenze che danno intelligibilità e chiarezza alla voce.

Soundscape - Microfoni Usb Rode Nt-usb

La figura polare (fissa) è anche qui una cardioide, stretta e abbastanza costante a diverse frequenze.

E’ certamente un prodotto di ottima qualità, tenendo conto che include un filtro anti-pop, il prezzo è adeguato.


I grandi esclusi

Come avrete notato ci sono alcuni grandi assenti come il Samson C01U e il suo successore C03U, il Blue yeti, o il Røde Podcaster. I due prodotti Samson non hanno un polar pattern a cardioide, anzi si avvicinano a figure come la supercadioide o ipercardioide (ovvero una ripresa sul controasse molto spiccata) quindi catturereranno inevitabilmente tutti i riverberi e rumori provenienti dal retro del microfono. Il Røde Podcaster invece è un ottimo microfono dinamico, questo significa che dovreste tenerlo quasi appiccicato alla bocca, non è l’ideale per uno youtuber o un podcaster che fa interviste su skype. In alcuni casi le differenti configurazioni possibili possono confondere un utente inesperto. Per quanto riguarda il Blue Yeti non sono riuscito a trovare grafici di risposta in frequenza e del diagramma polare sul manuale e sul sito. Francamente non è un buon segno, soprattutto se vendi un microfono a 140-150€ devi motivarlo con grafici derivati da misurazioni in camera anecoica, così come gli altri produttori hanno fatto.

Brava Marantz!

Prima di tirare le somme va fatto un doveroso encomio a Marantz che è stata l’unica a dichiarare sulla scheda tecnica la rumorosità intrinseca a tutti i microfoni a condensatore dovuta alla circuiteria, nei loro microfoni si attesta a 16 dBA, un valore di tutto rispetto per microfoni di questa fascia di prezzo, segno di una buona componentistica e un progetto curato, e forse dovuto all’assenza di uscita  e controllo del volume cuffia. Va detto anche che per il podcasting si può essere più tolleranti in termini di rumore rispetto ad un uso musicale.

Conclusioni

Partiamo dal presupposto che qualsiasi microfono usb scegliate sarà meglio di quello del pc, è chiaro che se prenderete un microfono da 15-20€ non dovrete aspettatevi grandi miglioramenti.

Detto questo, a mio avviso se volete sentire un salto di qualità ma avete un budget molto limitato, il mio suggerimento è di puntare sul  Marantz Podpack , è facile da usare ed include il supporto per tenerlo sospeso, per quel che costa vale la pena provarlo. Se invece volete qualcosa di davvero professionale e non avete problemi di budget punterei sul Røde NT-USB , si tratta di un marchio che produce da decenni ottimi microfoni per uso professionale, particolarmente curata la scheda tecnica. Nel mezzo troviamo il Marantz MPM2000U con un rapporto segnale rumore di 84dB e l’ Audio Technica Pro AT2020USB+ che sulla carta è molto valido, ma che si distacca di poco dal prezzo del Røde.

Qualsiasi di essi scegliate consiglio sempre l’uso di un supporto per sospendere il microfono, questo perchè sarà più facile gestire la posizione del microfono e ottenere la migliore resa dal vostro microfono.


Vi è stata utile questa guida? Avete dei commenti o delle domande? Fatemelo sapere commentando qui sotto e condividete l’articolo se vi è piaciuto!

 

Molto rumore per nulla!

Molto rumore per nulla!

Il rumore è senza dubbio il fenomeno sonoro nel quale siamo nostro malgrado immersi, a tal punto da non rendercene più conto. Ce ne ricordiamo solo quando irrompe in un momento per noi importante: un clacson durante una telefonata, una sirena mentre guardiamo un film, i vicini che urlano la domenica mattina alle 8, oppure si può manifestare sotto varie forme nelle tue registrazioni.

I rumori sono anche uno dei problemi audio più diffusi, la riduzione del rumore è quindi  essenziale sia per chi fa podcast, sia nel restauro audio nonchè nella post-produzione musicale.

Le tipologie di disturbo possono essere varie, proviamo a conoscerle e classificarle.

I rumori di fondo (ambientali e non)

i rumori ambientali di fondo sono spesso il problema audio più grande nel podcasting. Sono dovuti  a diversi fattori, come suggerisce l’aggettivo “ambientale” il luogo in cui registriamo è fondamentale, non solo per i rumori ma anche per il riverbero. Altri rumori di fondo non propriamente ambientali sono quelli introdotti dal computer sul quali si registra, anche la ventola più silenziosa è costituita da una bobina e un magnete in rotazione posti molto vicino alle capsule dei microfoni integrati di un notebook, alla scheda audio integrata e ai convertitori, dispositivi sensibilissimi proprio ai campi magnetici. L’unico modo per prevenire questo fenomeno è utilizzare un microfono esterno di buona qualità con convertitore integrato, volgarmente detti: “microfoni usb” ormai il mercato ne offre numerosi modelli per tutti i gusti estetici ed economici.

Il Fruscio

E’ il rumore vintage per eccellenza!  Riguarda esclusivamente le registrazioni su supporti analogici come cassette, nastri, vinili,  oppure digitalizzazioni non “ripulite”. Il fruscio è dovuto allo sfregamento fisico del nastro o del disco con la testina/puntina. Nei registratori di livello professionale e con nastri non particolarmente usurati è un fenomeno udibile (spesso a malapena) solo nei momenti di silenzio. La rimozione del fruscio è una delle principali operazioni del restauro audio in fase di digitalizzazione.

Il ronzio

Il ronzio è il tipico rumore “zanzaroso” dovuto principalmente all’alimentazione elettrica, si tratta di problemi legati alla terra e alla massa delle apparecchiature audio o la vicinanza dei cavi audio a cavi di alimentazione, ventole del pc ecc.

La distorsione

Dovuta a un errato livello di registrazione. Trovate un paragrafo sui corretti livelli di registrazione nella Guida pratica alla registrazione casalinga.

Il “Pop”

No, non è solo un genere musicale, ma anche il tipico disturbo prodotto dalle consonanti cosiddette “occlusive bilabiali sorde” ovvero le P e “sonore” le B anche dette esplosive o “plosive”. Il problema riguarda tutte le registrazione vocali effettuate con microfoni sensibili e da distanze ravvicinate. Quindi molto frequente nei podcast e nelle registrazioni senza filtro anti-pop.

S

Le esse (ma anche le Z) dette consonanti sibilanti, sono caratterizzate da picchi molto fastidiosi intorno ai 10kHz, parliamo ovviamente di un problema caratteristico delle voce. La soluzione è in fase di post-produzione: il de-esser.

Questi sono alcuni dei disturbi audio più frequenti, tutti risolvibili da Soundscape.

Per concludere un esempio di restauro audio tratto dal podcast “Strategia Digitale” di Sara Veltri. Il file presentava diverse problematiche. La prima e più evidente è una notevole distorsione dovuta a un livello di registrazione troppo elevato e un importante rumore di fondo.

L’intervento è stato drastico ma ha comunque prodotto un sostanziale miglioramento. (Se usate degli auricolari consiglio di ridurre il volume d’ascolto).

Prima:

Dopo: