La guida definitiva ai servizi di musica in streaming

La guida definitiva ai servizi di musica in streaming

Il “boom” della Musica in Streaming

Agli albori del nuovo millennio, con l’avvento del formato mp3, delle prime connesioni veloci e del p2p sanciva definitivamente la crisi dell’industria discografica. I CD costavano (e costano) tanto: 15-20 euro e a volte anche di più, ed è stato inevitabile il dilagare del download illegale. Eppur, qualcosa, si muove. Ormai tutti o quasi conoscono Spotify o altri servizi di musica in streaming, molti lo utilizzano e tanti si abbonano; nel 2016 Spotify ha registrato la bellezza di oltre 40 milioni di utenti premium, bruciando la concorrenza. Come riporta DSLO in questo articolo, l’impennata di abbonati è stata del 124%, accompagnata dal tracollo delle vendite in download e di CD. Lo streaming porta con se dei grandi vantaggi, su tutti quello di poter avere sempre con noi la nostra musica preferita, ma ci sono anche tanti altri servizi a disposizione degli utenti e, spesso, scegliere il servizio più appropriato alle nostre esigenze può richiedere molto tempo.

In questa guida ti semplificherò la vita, andando a spulciare per te i prezzi, i piani e le caratteristiche di tutti i servizi di streaming attualmente disponibili in Italia e, una volta letto l’articolo, non dovrai fare altro che scegliere quello più consono alle tue esigente!

 

I migliori servizi di musica in streaming - Spotify

 

Spotify è sicuramente il servizio di streaming più conosciuto e usato e vanta un vastissimo archivio musicale. Una delle caratteristiche più belle di questo servizio sono sicuramente le playlist automatiche, suddivise per genere o per le attività della giornata (focus, allenamento, pausa, chill, mood). Altra caratteristica molto interessante è la funzione discover o “scopri” che seleziona  automaticamente in base ai nostri gusti, consentendoci così di scoprire nuovi artisti e brani allargando i nostri orizzonti musicali.

E’ disponibile sia su computer che su dispositivi mobili, ma in questi ultimi la versione free è molto limitata: per esempio non consente di “skippare” le canzoni. Inoltre, su alcuni impianti HiFi predisposti per la musica in streaming, Spotify non è utilizzabile se non con un account premium.

Piani e prezzi

La versione premium costa 9.99€ al mese, sono disponibili sconti per gli studenti e Spotify for Family con la possibilità di avere fino a 6 account a 14,99€ al mese

Qualità audio

Desktop, iPhone, iPad e Android: Versione Free Ogg vorbis 96/160 kbit/s / Spotify Premium 320 Kbit/s
Web player: Versione free AAC 128K bit/s / Premium 256 Kbit/s
Chromecast: Versione free AAC 128 Kbit/s / Premium 256 Kbit/s

Come si evince da queste informazioni, la qualità audio non è il punto forte del servizio di streaming offerto da Spotify: Il bitrate si ferma infatti a 320 Kbit/s anche nella versione Premium.

 

I migliori servizi di musica in streaming - Deezer

 

Deezer è un servizio di streaming che vanta un catalogo di ben 43 milioni di brani. Simile a Spotify per quanto riguarda le playlist (ci sono, infatti, sia quelle quelle create da noi, personali, e quelle Mix, ovvero automatiche e divise per generi musicali). La novità, invece, è la modalità Flow che consente di creare playlist automatiche in base ai nostri gusti in modo molto semplice: basta aggiungere ai nostri preferiti il brano in ascolto, che questo, dirà all’algoritmo quali sono i nostri gusti in fatto di musica.  Più preferenze mettiamo, e maggiormente focalizzata sarà la playlist che verrà creata in automatico da Deezer Flow.

Nella versione free per computer e tablet è possibile ascoltare tutta la musica senza limiti ma con inserimenti pubblicitari, mentre su smartphone è possibile utilizzare la modalità flow, su altri device, come ad esempio alcuni HiFi che supportano lo streaming, è disponibile solo la modalità Mix e la Smart Radio, in cui non è possibile saltare le tracce.

Piani e prezzi

La versione Premium+ costa 9,99€ al mese

Deezer Family offre fino a 6 account a 14,99€

Qualità Audio

Deezer free: mp3 fino a 320 Kbit/s
Deezer Premium+ : Flac* 44.1kHz 16 bit (qualità cd)

Possiamo fin da subito apprezzare che Deezer offre una migliore qualità audio rispetto a Spotify già dalla versione Free. Se poi consideriamo che la versione Premium+ offre una qualità nettamente superiore a Spotify Premium con un catalogo altrettanto nutrito, e con funzioni di playlist analoghe, possiamo già decretare un vincitore fra i due. Continuiamo con la nostra rassegna adesso e, solamente dopo aver analizzato tutti gli altri servizi di musica in streaming, trarremo le nostre conclusioni definitive.

*Flac: Free Lossless Audio Codec, è un formato di file con compressione senza perdita di qualità, ovvero il file audio originale non viene modificato nella sua struttura di dati, come invece avviene con mp3, AAC, Ogg Virbis e altri.

 

I migliori servizi di musica in streaming - Tidal

 

Tidal nasce nel 2014 e viene acquisita nel 2015 dal rapper Jay-Z con l’intento di dare battaglia a Spotify, Deezer e gli altri leader della musica in streaming.Il fine  è quello di offrire un catalogo di musica in Alta Risoluzione in formato Flac. Questa opzione, però, non è presente nell’abbonamento Premium che utilizza file AAC (Lossy, compressione con perdita di dati) a 320kbit/s, ma in quello HiFi, che parte dalla qualità CD 44.1kHz/16bit per arrivare alla risoluzione audiofila di 192kHz/24bit  della modalità MQA (Master Quality Authenticated). I titoli disponibili in questo formato sono circa 30.000, ma non è possibile, almeno al momento, ascoltare musica gratis con inserimenti pubblicitari.

Piani e Prezzi

Premium $9,99 AAC 320kbps
Hifi $19,99 Flac da 44.1 kHz/16bit a 192kHz/24Bit (su una parte del catalogo)
Premium Famiglia – $14.99 al mese
HiFi Famiglia $29,99 al mese
Premium Studente – $4.99 al mese (Non disponibile in tutti i paesi)
HiFi Studente – $9,99 al mese (Non disponibile in tutti i paesi)
Premium Militari – $5,99 al mese (Non disponibile in tutti i paesi)
HiFi Militari – $11,99 al mese (Non disponibile in tutti i paesi)

 

I migliori servizi di musica in streaming - Apple Music

Apple Music è la risposta della “mela morsicata” ai maggiori servizi di streaming, il suo database consiste di ben 45 milioni di brani. Il servizio si integra con iTunes e di conseguenza con la nostra libreria di brani, ed è disponibile per Pc/Mac, iPhone/iPad e dispositivi Android. Oltre che ascoltare la musica in streaming è possibile scaricare i brani per ascoltarli offline. L’elemento di maggior interesse è costituito dal supporto ad AppleTv e ad alcuni dispositivi Sonos ed AirPlay. E’ inoltre disponibile una radio attiva 24/7: Beats 1. Numerose sono anche le playlist disponibili e quelle automatiche. Cliccando qui è possibile iniziare una prova gratuita e senza impegno di ben 3 mesi!

Piani e Prezzi

Individuale: 9,99€ al mese oppure 99€ l’anno

Studenti 4,99€ al mese

Famiglia 14,99€ al mese

Qualità Audio

I file sono in formato AAC (Lossy) 256Kbit/s

 

I migliori servizi di musica in streaming - Amazon Music

 

Poteva il colosso fondato da Jeff Bezos lasciarsi scappare un mercato così florido e promettente? Ovviamente no, e ci si è gettato a capofitto con Amazon Music Unlimited, che va così a completare l’offerta streaming di Amazon che già annoverava Amazon Prime Video. Il catalogo è di ben 50 milioni di brani, con playlist personali o automatiche e la possibilità di scaricare i brani per ascoltarli offline. Anche in questo caso la scelta dei dispositivi compatibili è vasta: Pc/Mac, Smartphone e Tablet (sia Android che iOS), Tablet Fire, dispositivi Sonos e Denon HEOS. Il periodo di prova è di 30 giorni, e se già sei cliente Amazon Prime puoi avere degli sconti sugli abbonamenti annuali.

Piani e Prezzi

Individuale 9,99€ al mese o 99€ l’anno se sei cliente Amazon Prime.

Family (fino a 6 account): 14,99€ al mese o 149€ l’anno se sei cliente Amazon Prime.

Qualità Audio

I File sono mp3 a 256Kbit/s

I migliori servizi di musica in streaming - Qobuz

 

Qobuz è un servizio francese di musica in streaming che ha visto il suo rilancio a partire dal 2015. Con l’account free è possibile ascoltare solo delle anteprime dei brani ed è disponibile un periodo di prova gratuito di 30 giorni (solo Premium e Hi-Fi) per avere accesso al catalogo che conta più di 40 milioni di brani. Qobuz punta molto sul segmento “Audiophile” senza però trascurare gli abbonamenti standard. E’ disponibile come webplayer, app per PC/Mac o App sia su Android che iOS nonchè Kindle, è inoltre disponibile su numerosi impianti Hi-Fi e Hi-End. Tramite QobuzConnect è possibile connettersi con Googlecast, Airplay e via Bluetooth.

Piani, Prezzi e Qualità

Premium: 9,99€ mp3 320 Kbit/s
HiFi: 19,99€ Flac 44.1kHz 16Bit
Sublime: 219,99/anno Flac 44.1 kHz 16Bit + Download di brani Hi-Res a 24bit al prezzo degli mp3 con sconto permanente dal 30 al 60%.
Sublime+: 349,99/anno Flac fino a 192khz 24bit su un’ampia parte del catalogo + Download di brani Hi-Res al prezzo degli mp3 con sconto permanente dal 30 al 60%.

I migliori servizi di musica in streaming - Google Play Music

 

Anche Google dal 2011 è entrato nel mercato della musica in streaming. Nella versione free il servizio consente di caricare fino a 50.000 brani dal vostro archvio e averli sempre disponibili in diversi dispositivi; potrete anche acquistare i singoli mp3 da aggiungere alla collezione e accedere alla radio (playlist automatiche). L’app è disponibile per Android e iOS oppure da Browser su qualsiasi dispositivo. E’ possibile associare fino a 10 dispositivi e, nel caso del piano Unlimited Famiglia, sono disponibili fino a 10 device a persona. Come altri servizi, anche Play Music offre 30 giorni di prova gratuiti.

Piani e prezzi

Unlimited Personale: 9,99€ al mese file mp3 320Kbit/s

Unlimited Famiglia (fino a 6 account): 14,99€ al mese file mp3 320Kbit/s

 

Conclusioni

 

Ho deciso, infine, di dividere in 3 categorie i vari servizi, così da rispondere alle diverse esigenze in termini di qualità audio e prezzi.

1. Buona qualità ad un costo contenuto

Se siete fra quelli che hanno un discreto impianto HiFi, oppure delle cuffie di buona qualità e siete alla ricerca di un buon compromesso fra la praticità dello streaming e la qualità audio ad un prezzo ragionevole, sicuramente la proposta di Deezer Premium+ è la scelta giusta: i file Flac in qualità CD sono nettamente superiori ai vari mp3, aac, ogg vorbis.

2. Streaming Audiofilo

Se invece appartenete alla cerchia degli audiofili con un impianto Hi-End di tutto rispetto, con DAC ad alta risoluzione, preamplificatore valvolare e casse dalla risposta in frequenza ultra lineare, probabilmente cercherete qualcosa in più della qualità CD, spendendo di conseguenza una cifra maggiore. In quest’ottica, Tidal HiFi garantisce una buona qualità ad un costo più contenuto  rispetto, per esempio, al servizio offerto per esempio da Qobuz Sublime+; se invece i 350€ l’anno richiesti dall’abbonamento a quet’ultima piattaforma non rappresentano alcun problema, allora la possibilità di acquistare brani in Alta Risoluzione al prezzo di un mp3 potrebbe far pendere l’ago della bilancia verso questo servizio.

3. Basta che si sente

Se della qualità audio non ve ne frega niente e ascoltate la musica principalmente con quegli orrendi auricolari per cellulare o direttamente dal suo altoparlante di scarsissima qualità, la scelta è determinata da altri fattori. E’ in questo segmento che infatti c’è la più vasta scelta di servizi in streaming che più o meno si equivalgono tutti. Se possedete dispositivi Airplay potrebbe interessarvi Apple Music e beneficiare dei 3 mesi gratis;  se invece siete clienti Amazon Prime o possedete dispositivi Kindle Fire, potreste valutare Amazon Music Unlimited; se avete una vasta libreria di mp3 potreste valutare di caricarli in cloud su Google Play Music. Infine c’è Spotify che non brilla né in qualità audio né in feature particolari ma “vive di rendita” per la popolarità acquisita negli anni.

Considerazioni sulla musica in streaming

Il futuro della musica probabilmente sarà sempre più focalizzato sullo streaming. Abbiamo visto che il settore è in forte espansione, inoltre porta dei vantaggi sia ai fruitori che ai musicisti. Fino a 10-15 anni fa per i piccoli artisti trovare dei distributori non era semplice; oggi, invece, attraverso gli aggregatori per artisti indipendenti, è molto più semplice ed economico distribuire i propri brani e vederli pubblicati sulle piattaforme di streaming. Ci sono però ancora delle criticità: la qualità audio e le Royalty riconosciute agli artisti.

Qualità audio

Il primo punto debole dello streaming, per chi davvero apprezza la musica e possiede i mezzi adeguati per ascoltarla come si deve, è la qualità audio. Il grosso dei servizi di streaming offre una qualità audio misera, che quando va bene raggiunge i 320kbps in formati lossy: davvero troppo poco per poter godere a pieno della musica così com’è stata concepita dai suoi autori e lavorata dai tecnici di mix e di mastering, categoria alla quale appartengo. La qualità audio, è invece il vanto (a caro prezzo) di Tidal HiFi e Qobuz Supreme. L’auspicio è di vedere in prossimo futuro offerte simili a quella di Deezer Premium+, per avere quanto meno la qualità CD in Flac a un prezzo molto ragionevole. Prima di chiudere con l’argomento, ci tenevo ad esporvi questa domanda: paghereste 9,99€ a Netflix se vi offrisse la qualità video di una VHS?

Royalty

Altra nota dolente è quella dei compensi agli artisti. Secondo alcuni calcoli i soldi che vanno in tasca agli artisti sono praticamente spiccioli, soprattutto se non sono artisti di livello mondiale o di primo piano, i quali godono di milioni di ascolti in streaming o visualizzazioni su youtube. Attualmente il lavoro di artisti ed editori vale, in termini di royalty, circa il 10% di ciò che il servizio “vende”, anche se qualcosa sembra muoversi. Negli Stati Uniti il compenso salirà al 15% nei prossimi 5 anni.

I migliori bundle con scheda audio, microfono e cuffie

I migliori bundle con scheda audio, microfono e cuffie

Se sei un musicista o un songwriter, una scheda audio è un accessorio fondamentale per far conoscere al mondo le tue canzoni condividendole sui social, oppure registrare le tue demo, o anche riascoltarti per migliorare la tua tecnica e prepararti allo stress dello studio di registrazione! La scelta è vasta e le fasce di prezzo molteplici, questa guida si concentrerà su dispositivi entry level e più specificamente nei bundle economici che includono cuffia e microfono, così da avere tutto il necessario per iniziare a registrare i tuoi brani o l’audio dei tuoi video che poi andrai a pubblicare su youtube. Come è mia abitudine non mi baserò sull’estetica dei prodotti ma sulle caratteristiche tecniche, che sono andato a spulciare per voi!

Se non ti serve una scheda audio ma necessiti solo di un buon microfono, leggi la nostra comparativa su i migliori microfoni usb!

cos’è una scheda audio?

Anche conosciuta come “interfaccia audio”, si tratta di un dispositivo di conversione ADC e DAC ovvero conversione da analogico a digitale in ingresso e conversione da digitale ad analogico in uscita. Prima del convertitore è presente uno o più preamplificatori, che portano il segnale ad un livello operativo adeguato, diverso se si tratta di microfoni, strumenti o segnali di linea (ad esempio tastiere).

Focusrite

Focusrite è uno storico marchio nato a metà degli anni ’80 da due eminenze nel campo della musica e dell’audio professionale: George Martin produttore dei Beatles e Rupert Neve progettista di gloriose consolle, microfoni, preamplificatori e molto altro.

I bundle proposti da Focusrite sono tre e includono, oltre l’interfaccia audio, un cavo XLR, un microfono cardioide a condensatore CM25 e una cuffia HP60 MKII di cui ho cercato i grafici di risposta in frequenza e polar pattern da allegare all’articolo, ma purtroppo in rete non sono riuscito a trovare niente.

Focusrite Scarlett Solo Studio (2nd Gen)

Attualmente in vendita su Amazon a EUR 166,00

focusrite scarlett solo

Si tratta del “modello base” di casa Focusrite e il pannello posteriore non lascia dubbi, le uscite sono su pin rca. Questo ci porta subito a considerarla una scheda più adatta ascolto in cuffia, per registrare voce e strumento , sul frontale infatti troviamo un ingresso xlr microfonico e un ingresso linea/strumento selezionabile da switch e i relativi potenziometri per il gain, è presente inoltre il direct monitoring che consente di aggirare i problemi di latenza andando a collegare direttamente gli ingressi con le uscite senza passare dal pc. Ideale per registrare in mobilità essendo alimentata direttamente da usb, l’interfaccia vanta una conversione fino a 192 Khz 24bit. L’alimentazione viene fornita dalla porta usb. Interessante il pacchetto software che include, oltre i driver Asio proprietari indispensabili per un buon funzionamento in windows, un nutrito bundle di plugin: Red 2 e Red 3 di Focusrite (equalizzatore e compressore), Time and Tone bundle di Softube (riverbero, delay, compressore multibanda e saturatore), Addictive Keys di XLN Audio (Virtual Instrument), ProTools First e Ableton Live Lite, una libreria di sample LoopMasters, Novation Bass station (un emulatore di synth analogico).

I punti salienti di questa interfaccia sono sicuramente la distorsione armonica totale (THD+N) molto bassa <0.002% e il Rumore Equivalente (Noise EIN): < -128dBu. Questi valori garantiranno certamente registrazioni prive dui disturbi. Un altro punto di forza della serie Scarlett di seconda generazione è la bassa latenza, nello screenshot in qui basso il confronto con alcune intefacce concorrenti. I valori sono espressi in millisecondi.

Per ulteriori dettagli tecnici vi rimando alla pagina di Focusrite.

Focusrite iTrack Studio Lightning

Attualmente in vendita su Amazon a EUR 244,00

Si tratta di una versione della Scarlett Solo Studio ottimizzata e certificata da Apple per qualsiasi iPad con connettore Lightning consentendo di registrare davvero ovunque!

Nella parte posteriore presenta infatti il connettore DEVICE LINK, in questo modo è possibile usare la iTrack Studio Lightning con Cubasis, Garage Band, Auria. E’ presente anche un connettore usb che la rende utilizzabile anche su PC e Mac.

Le specifiche tecniche e il pacchetto software sono le medesime della Scarlett Solo Studio.

Scarlett 2i2 Studio Pack

Attualmente in vendita su Amazon a EUR 198,00

Si tratta della sorella maggiore della Scarlett Solo, con caratteristiche molto interessanti: Due ingressi con connettori combo, in grado quindi di connettere sia microfoni, attraverso il connettore xlr, che strumenti o linea tramite jack. La latenaza “round-trip”, ovvero il tempo che intercorre da quando viene emesso il suono a quando viene riprodotto passando da pc e DAW, è la più bassa della sua categoria. Potete vedere tutti i valori sul sito di Fosurite. La conversione arriva a 192Khz/24Bit. Nella parte posteriore troviamo finalmente due uscite bilanciate su jack TRS, per connetterla ai monitor, sicuramente un passo avanti rispetto ai connettori rca. Anche qui l’alimentazione è fornita via usb.

Anche in questo caso le specifiche tecniche e il pacchetto software è il medesimo della Scarlett Solo Studio.

Presonus

Anche Presonus è un marchio storico di interfacce e outboard, attivo sopratutto nel segmento entry level e prosumer. I due bundle che andiamo a vedere oggi, AudioBox USB 96 e AudioBox iTwo hanno in dotazione il microfono a condensatore Presonus M7 e le cuffie Presonus HD7, e la medesima suite di plug-in: Studio Magic Plug-in Suite. Il pacchetto software include anche StudioOne 3 Artist. Questa Daw è stata creata dallo sviluppatore di Cubase e Nuendo, una garanzia di qualità, dunque.

Il Microfono in dotazione:

Presonus M7

Si tratta di un mirofono a condensatore a diaframma largo a elettrete, la figura polare è una cardioide, la risposta in frequenza è di 40Hz-18Khz e il rumore equivalente è di 20dB. Insomma valori che ci si deve da un microfono da qualche decina di euro. Va però riconosciuto che Presonus almeno ha pubblicato questi dati.

Le Cuffie:

Presonus HD7

Si tratta di cuffie semi-aperte, il diffusore da 50mm è in neodimio, la risposta in frequenza è dai 10hz-30Khz.

Andiamo adesso a vedere nel dettaglio le schede audio in bundle di Presonus.

AudioBox USB 96

In vendita su Amazon a EUR 195,59

La AudioBox USB 96 può essere considerata la Panda delle interfacce audio, design spartano, prezzo contenuto e una connettività ampia che consiste in due porte midi, in e out, due uscite monitor bilanciate su jack TRS e un’ uscita cuffie.

presonus back

Sul pannello anteriore invece troviamo i due connettori combo che accettano quindi sia xlr microfonico che jack per strumenti musicali, il volume separato per Main e cuffie e un potenziometro per selezionare fra playback, ovvero il segnale che proviene dalla Daw oppure Input per il segnale di microfono e/o strumento. Ovviamente troviamo il connettore usb che fornisce anche l’alimentazione.

presonus front

La conversione arriva a 96Khz/24bit che è un ottimo valore (dubito che vi serva una conversione a 192khz in questo contesto!). La distorsione armonica totale (THD+N) è di < 0.008% lievemente superiore alle Scarlett, ma parliamo di una differenza infinitesimale e un valore comunque ottimale. I valori di latenza non sono indicati ma se la circuiteria è la stessa della iTwo, i valori saranno quelli indicati nella tebella comparativa delle Focusrite Scarlet.

 

AudioBox iTwo

Attualmente in vendita su Amazon a EUR 199,00

La AudioBox iTwo fa parte insieme alla AudioBox iOne delle nuove interfacce audio di casa Presonus. La i di iTwo vi dice niente? Eh già, anche questa scheda, come la Focusrite iTrack, schiaccia l’occhio agli utenti Apple. E’ dotata infatti di connettore Mfi e attraverso l’app Capture Duo è possibile registrare direttamente su iPad fino a due tracce, la versione completa, Capture for iPad, consente invece di registrare fino a 32 tracce simultaneamente, le due app funzionano con qualsiasi interfaccia audio compatibile con iPad. Sebbene sia pensata essenzialmente per la registrazione, su Capture è possibile fare editing di base. Con entrambe le versioni del software è poi possibile trasferire l’audio registrato direttamente in Studio One su Pc o Mac senza connettere alcun cavo, oppure via usb tramite iTunes, ed effettuare editing e missaggio utilizzando la Studio Magic Plug-in Suite.

Il design dell’interfaccia è decisamente molto curato, certamente un passo avanti rispetto alla precedente generazione. Nel pannello frontale troviamo i connettori combo, i potenziometri del gain, i selettori Line/Instrument, il potenziometro “Mix” di cui abbiamo parlato precedentemente, la grossa manopola per il controllo del main out e il controllo cuffia.

Nel pannello posteriore troviamo Midi In/out, porta usb che fornisce anche l’alimentazione, porta Mfi, e le uscite monitor bilanciate su jack TRS.

La conversione supportata è fino a 96Khz/24bit, la latenza la conosciamo attraverso la tabella fornita da Focusrite, è lievemente superiore alle Scarlet ma inferiore agli altri esemplari in prova (Steinberg UR22 e Roland Octa-Capture). Per il resto le specifiche sono pressochè identiche al modello precedente.

M-Audio M-Track 2X2 Vocal Studio Pro

In vendita su Amazon a EUR 179,00

M-Audio è un noto marchio di interfacce audio, master keyboard, consolle da dj e altri dispositivi audio principalmente orientato al segmento entrylevel. Il bundle che propone M-Audio è composto, oltre che dall’interfaccia audio, da un microfono a condensatore Nova Black con relativo Spider e anti-vento,  una cuffia HDH40, cavo microfonico  XLR, 2 cavi usb (usb C -> usb C, usb C -> usb A). I software dosponibili per il download sono: Cubase LE, Air Creative FX Collection, Air Mini Grand, Air Strike, Air Expand. Il manuale utente è molto completo e dettagliato e disponibile anche in italiano, fra le schede raccolte in questo articolo risulta essere il migliore, facilmente comprensibile anche dagli utenti meno esperti. E’ anche l’unico produttore che fornisce una scheda tecnica del microfono che andiamo subito ad analizzare.

 Il Microfono: Nova Black

nova black

Si tratta di un microfono che sfrutta il sistema a elettrete con diaframma da 18mm in alluminio, la risposta in frequenza dichiarata è di 20Hz-20Khz, superiore quindi a quello in dotazione con le interfacce Presonus e probabilmente anche a quello di Focusrite (di cui, ricordo, non abbiamo dati tecnici). La sensibilità è di -36dBV equivalente a circa 16 mV/Pa, che è quello che c’è da aspettarsi da un microfono di questa fascia di prezzo, lo stesso vale per il rapporto segnale/rumore (s/n ratio) di 77dB. Questi valori sono paragonabili a quelli di un Audio-Technica AT2020 un microfono a condensatore di fascia economica il cui prezzo si aggira intorno ai 100€. La figura polare, fissa, è una cardioide. Insomma per essere il microfono di un bundle non è malaccio e può essere un’ottima base di partenza.

Le cuffie: HDH40

Si tratta di cuffie chiuse, con driver da 40mm in neodimio.

m-track 2x2

Sulla parte superiore dell’interfaccia troviamo i potenziometri del gain dei 2 input, un grosso potenziometro per il volume dei monitor, il potenziometro pre il blend usb/direct monitoring, e il volume cuffia. Ottima scelta quella degli indicatori led per impostare un corretto gain in ingresso. sul frontale troviamo un ingresso Instrument, l’interruttore per la phantom e l’uscita cuffie.

Nel pannello posteriore troviamo il connettore usb type C da cui viene fornita anche l’alimentazione, le uscite monitor TRS bilanciate, l’ingresso combo per microfono/linea.

Specifiche tecniche: la conversione arriva fino a 192kHz/24bit, della latenza non ne abbiamo notizie, è comunque buona norma impostare un buffer size appriopriato che non carichi troppo la cpu e non aumenti troppo la latenza. In ogni caso il potenziometro di blending ci consente di aggirare il problema.

m-track 2x2

I valori relativi alla parte della preamplificazione microfonica sono in linea con quelli delle interfacce concorrenti.

Conclusioni:

Il prodotto di M-Audio si rivela essere quello con il miglior microfono in dotazione, o almeno del quale sappiamo le caratteristiche, il limite di questa interfaccia potrebbe essere quello di avere un solo ingresso microfono, ma se la userete per registare solo una voce e collegando il vostro strumento dall’apposito ingresso, oppure sfruttando la sovraincisione, questa scheda potrebbe essere un ottimo acquisto. Se invece siete in possesso di un iPad e volete sfruttarlo per registrare in mobilità, senza dubbio la Presonus AudioBox iTwo offre un’ ottima scheda con una dotazione software interessante. I prodotti Focusrite sono certamente di grande qualità, tuttavia se preferite questo marchio prenderei in considerazione l’ipotesi di acquistarli senza bundle, prendendo microfono e cuffie a parte.

Se dopo aver registrato incontri qualche problema relativo a rumori di fondo indesiderati puoi avvalerti della consulenza di Soundscape con il nostro servizio di risoluzione dei problemi audio.

Se invece vuoi un missaggio e o un mastering di qualità, valuta il nostro servizio di mix e mastering.


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Intraprendere.net ha scelto Soundscape per i suoi podcast

Intraprendere.net ha scelto Soundscape per i suoi podcast

Siamo lieti di accogliere a braccia aperte Funny Money, il podcast di Intraprendere.net: “il primo punto di riferimento in Italia per chi vuole diventare imprenditore di se stesso”. A dar voce allo show Anna Porello, co-fondatrice di Intraprendere.net. Il Podcast offre idee di business, consigli pratici per fare e gestire soldi, interviste a imprenditori piccoli e grandi, che ti racconteranno la loro storia di successo.

In esclusiva per voi, ll “backstage” del primo episodio, post-produzione ed editing by Podcasting Facile

Funny Money backstage
Funny Money – ep1 “Come si diventa imprenditore”

La collaborazione con Intraprendere.net  è partita in primis dalla consulenza tecnica in fase di registrazione.

Anna, come molti podcaster, era una neofita in materia. Le ho quindi fornito il “know-how” necessario, ad esempio sui i corretti livelli di registrazione e la configurazione di alcune impostazioni di Audacity, software da lei usato per registrare i suoi podcast (a proposito, avete letto la guida di soundscape alla registrazione con audacity e skype?).

La seconda fase è stata quella di decidere insieme il Format dello show, scegliere la musica per la sigla iniziale e di chiusura e quella per il sottofondo, e se tenere o meno quest’ultima per tutta la durata del podcast. La scelta è ricaduta su questa seconda opzione.

E tu? Che format hai scelto per il tuo podcast? Quali tool utilizzi? Faccelo sapere commentando questo articolo!

Potete ascoltare il primo episodio di Funny Money da qui o su iTunes e/o Podcast Republic

Ascolta “Come si diventa imprenditore” su Spreaker.

 

Vinile: Guida semi seria a un uso consapevole

Vinile: Guida semi seria a un uso consapevole

Il 2016 ha visto una notevole crescita nelle vendite dei vinili, sicuramente i “padellotti neri” sono tornati di gran moda e già da qualche anno. Tuttavia viene spesso ignorata la cura da riservare al giradischi e al vinile stesso per farlo durare il maggior numero di anni possibile. In questo post ho raccolto alcune risorse utili che si possono trovare su internet al riguardo.

Tassonomia dei “Vinilisti”

 

Carl Nilsson Linnaeus – fonte Wikipedia

 

Le due più consistenti sottospecie appartenenti famiglia dei vinilisti individuate da Linneo sono:

Gli Integralisti Analogici e i Vinyl-Chic.

n.d.r.: Come molte specie animali, esistono numerosi ibridi e il vinilista in questo non fa eccezione.

Andiamo a vederle da vicino!

 

Gli Integralisti Analogici

 

Costoso giradischi hi-end

Come suggerito dal nome sono dei nemici giurati del digitale, in particolar modo del CD (e ne hanno tutte le ragioni), ma anche della musica liquida e perfino i file lossless ad alta risoluzione, come i FLAC, accusati di “freddezza” e di suonare troppo “analitici”. L’integralista analogico, però, è un ascoltatore molto preparato. Possiede una strumentazione molto costosa, probabilmente anche un ambiente d’ascolto trattato a livello di acustica, e soprattutto impiega parte del suo tempo nella manutenzione e nel setup del giradischi.

I Vinyl-Chic

 

Esemplare femmina con disco graffiato e dita sui solchi.

Questa tipologia di vinilista, generalmente, si è avvicinata al vinile trasportato dai ricordi di quando era piccolo e giocava a frisbee coi vinili del papà. Usa il vinile come un CD: lo mette sul piatto, quasi sempre giradischi entry-level, posa la testina sul solco del disco e, spesso, quando finisce il Lato A, si dedica ad altro per la pigrizia di girare il disco. Altra peculiarità è l’ostentazione sui social dei suoi ultimi acquisti. Le argomentazioni a suffragio della sua scelta riguardano le dimensioni della copertina, o una non meglio specificata superiorità del vinile non si sa bene rispetto a cosa.

Tralasciamo l’integralista analogico, che seppur massimalista, è arrivato alle sue scelte consapevolmente, probabilmente negli anni 90, quando la moda spingeva invece verso i CD.

Cerchiamo pittosto di dare qualche consiglio di lettura al nostro amico Vinyl-Chic.

Usura del vinile

Il vinile è un materiale piuttosto “morbido” se confrontato con la testina di lettura, di conseguenza il passaggio di quest’ultima nel solco può provocare un’usura soprattutto sulle alte frequenze, anche ad un primo ascolto, senza le dovute accortezze, si rischia di danneggiare un vinile. A tal proposito vi rimando a questa discussione sull’usura dei vinili.

Setup

Per preservare i vostri dischi in cloruro di polivinile (conosciuto anche come PVC), dovrete fare molta attenzione alla polvere ma anche a setup del vostro giradischi. Una fonte autorevole dalla quale attingere informazioni è sicuramente TNT-Audio, la bibbia made in italy dell’alta fedeltà. Vi rimando quindi a questo articolo riguardante il setup del giradischi.

Un altro prezioso articolo sempre di TNT-audio, riguarda l’allineamento della testina.

Su youtube inoltre sono presenti diversi video riguardanti il setup dei giradischi.

Può essere utile anche questa guida ai dischi in vinile che tratta il tema un pò più in generale, dall’acquisto di dischi alla pulizia e stoccaggio.

Vinili buttati alla rinfusa

Leggendo i link che vi ho proposto capirete perchè l’industia musicale ha da sempre cercato alternative a questo supporto: ascoltare bene un vinile richiede molte cure e attenzioni a livello di manutenzione e setup. Inoltre il vinile ha dei limiti intrinsechi che vanno dalla progressiva perdita delle alte frequenze, ai problemi di dinamica e distorsione delle tracce più interne.

Se anche tu sospetti che un tuo amico appertenga alla categoria dei Vinyl-chic, non esitare, invitalo a leggere questo post, potrebbe cambiargli la vita, ma soprattutto potrebbe cambiarla alla sua collezione di dischi!

 

Podcast – Come si fa? Guida alla registrazione con Audacity e Skype

Podcast – Come si fa? Guida alla registrazione con Audacity e Skype

Abbiamo parlato di cosa sono i podcast e come ascoltarli. Oggi invece vediamo come passare dall’altra parte del microfono e produrre il proprio podcast.

Cosa serve?

  • Contenuti Originali
  • Microfono USB
  • PC
  • Audacity
  • Skype
  • Connessione Internet
  • Account Spreaker

Dopo esservi dotati di microfono usb (se non sapete quale scegliere, leggete il mio articolo al riguardo), dovrete creare un account su Spreaker sul quale poi andrete a creare il/i vostro/i show. Dei dettagli ne parleremo ne prossimo articolo, quindi restate sintonizzati!

Vediamo ora come registrare il vostro podcast.

Audacity

Sebbene Spreaker offra un software per la creazione di podcast, Spreaker Studio, consiglio di usare audacity, con il quale potrete gestire molte più opzioni.

Andiamo a vedere passo passo come fare:

Dopo aver scaricato e installato Audacity, e collegato il microfono usb al pc, aprite il software e configuratelo come segue:

 Dal menù modifica andare su preferenze, o se amate le shortcut: ctrl+pcome registrare un podcast con audacity

dal menu di sinistra selezioniamo “Dispositivi” e andiamo a settare il dispositivo di registrazione come segue: al posto di “Microfono (dispositivo high definition)” andate a selezionare il vostro microfono, riguardo ai canali, se dovesse darvi più opzioni selezionare sempre mono.

come registrare un podcast con audacity

Selezioniamo dal menu di sinistra “Qualità” per impostare la qualità di registrazione come segue

come registrare n podcast con audacity

Non so perchè, ma audacity imposta di default la risoluzione a 32bit che francamente è inutile per il nostro scopo, assicuratevi di impostarla a 16 bit, e con una frequenza di campionamento di 44.100Hz.

Impostate best quality per la conversione in tempo reale, ma se notate che il pc rallenta abbassatela.

In alcuni casi potrebbe essere necessario scaricare o localizzare le librerie mp3, che essendo un formato proprietario, non può essere incorporato nel software. In questo caso cliccate su Scarica, nel menù Librerie, verrete indirizzati a una pagina con le istruzioni per l’installazione delle librerie.

Premete su OK per salvare e tornare alla timeline.

come registrare un podcast con audacity

Assicuratevi sempre che il microfono selezionato sia quello corretto e impostato in mono, per iniziare a registrare cliccate semplicemente su Record (tasto rosso) e quando vorrete concludere la vostra registrazione su stop.

Assicuratevi sempre che il livello di registrazione sia corretto, fate più prove se necessario regolando il livello dal cursore a fianco dell’icona del microfono, un livello corretto dovrebbe essere compreso fra i -9 dB e i -6 dB. Tenetevi a una distanza di 10-20cm dal microfono per evitare di riprendere i rumori ambientali e minimizzare i riverberi.

Una volta registrato il vostro podcast non vi resta che fare un po’ di editing tagliando i silenzi, colpi di tosse ed eventuali errori. Per farlo, selezionare col cursore la parte da tagliare e cliccare sul tool a forma di forbici. Finito con l’editing inserite l’eventuale sigla e musica di sottofondo importandola dal menu File > Importa > audio . Il risultato finale dipenderà da molti fattori, ovviamente non potrete aspettarvi il massimo della qualità, si tratta pur sempre di un software basilare e freeware, in mano ad un non professionista. Il servizio che offre Soundscape si avvale di un software professionale come Cubase Pro 8, di un tecnico specializzato, ed una regia trattata acusticamente.

Prima di esportare il nostro file bisognerà aggiungere i tag metadata necessari per una corretta visualizzazione su iTunes. Per fare questo andare sul menu file e selezionare “modifica metadati”. Aggiungere autore, anno, titolo, e quant’altro.

come registrare un podcast con audacity

Come ultimo step non resta che esportare il file audio, se non avete effettuato editing o missaggi è inutile salvare il progetto. Per fare ciò cliccare sul menu file e poi export.

come registrare un podcast con audacity

Nella finestra che si aprirà selezionare salva come: mp3, impostare il bitrate su costante e la qualità a 128kb/s. Selezionate la cartella di destinazione e il nome del file e voilà il gioco è fatto.

come registrare un podcast con audacity

Skype

Se il vostro podcast è caratterizzato da interviste via Skype (o Hangouts) consiglio di usare Callnote (scaricabile da qui) nella sua versione free per windows e Mac Os, offre fino a 30 registrazioni al mese che ritengo siano più che sufficienti. La particolarità di questo software è la possibilità di registrare da Skype, Hangouts, Viber nonchè l’audio e video delle chiamate via Facebook. Inoltre registrerà in file separati l’audio dell’autore, l’audio dell’interlocutore e il file video. Avere file audio separati è un grande vantaggio in fase di editing e montaggio.

Prima di vedere nel dettaglio Callnote, parliamo di alcuni accorgimenti per ottenere registrazioni di buona qualità.

  1. Chiudete qualsiasi applicazione possa “mangiarsi” banda internet e comportare problemi alla chiamata, fra i quali: browser, dropbox e update di sistema. Chiedete sempre al vostro interlocutore di fare lo stesso.
  2. Chiudete qualsiasi programma non necessario che possa rallentare il pc.
  3. Usate sempre delle cuffie per evitare “rientri”, lo stesso dovrà farlo il vostro ospite.

Configurate skype correttamente, al posto di “Dispositivo High definition audio” dovrete selezionare il vostro microfono usb, in alcuni casi potrebbe essere necessario collegare il microfono prima di avviare skype.

Andate su Strumenti > Opzioni e dal menu di sinistra su impostazioni audio.

come registrare da skype

 

Callnote è davvero semplice da installare e configurare quindi non mi dilungherò al riguardo.

Se siete interessati a registrare anche il video mettete una spunta come mostrato qui sotto

registrare chiamate skype con callnote

Altra impostazione importate è la cartella di destinazione delle registrazioni, quella di default è su Documenti/Callnote/records ma potete cambiarla da “settings” cliccando appunto su “change”.

come registrare le chiamate skype con callnote

Come avete visto è molto semplice, non vi resta che dar vita al vostro podcast e se lo desiderate usufruire del servizio di Soundscape per il montaggio e il supporto tecnico!

Leggi l’articolo precedente: i Podcast – Cosa sono e come ascoltarli


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i Podcast – Cosa sono e come ascoltarli

i Podcast – Cosa sono e come ascoltarli

Iniziamo una serie di tre articoli sul podcasting partendo da un’ introduzione per cominciare a conoscere questo strumento, dare un’ occhiata al panorama indipendente italiano, e le app per ascoltarli ovunque!

Cos’è un podcast?

Un po’ di storia

I primi podcast nascono agli albori degli anni 2000, la storia del nome è controversa alcuni ritengono derivi dal famoso player di Apple, iPod appunto, altri avanzano le più disparate ipotesi che sia un acronimo. Qualunque sia l’origine di “Pod” sappiamo per certo che –Cast deriva da broadcast cioè trasmissione.

L’intento originale del podcasting era di rendere disponibili contenuti audio in formato mp3 da poter scaricare e portare sempre con sé. Nel tempo questi contenuti sono cambiati: dopo un’ iniziale fase di “audio blog” (finita con l’avvento dei primi social e successivamente di youtube) sono diventati, e tuttora sono, un modo per riascoltare le repliche delle trasmissioni radiofoniche. Il podcast come fonte di contenuti inediti sembrava defunta. Nel frattempo però è passata parecchia acqua sotto i ponti, e come spesso accade l’innovazione tecnologica ha resuscitato questo interessante mezzo di comunicazione.

Siamo nel primo decennio dei 2000 e cosa arriva fra le nostre mani? Smartphone con cuffiette e internet mobile, poco dopo arriveranno anche le tariffe flat per il mobile internet, e dulcis in fundo app come iTunes o le app per android (in seguito vedremo quali). Ok mi pare che gli ingredienti ci sono tutti.

L’insieme di questi fattori ha portato nuova linfa al podcasting. Se prima dovevi scaricare il podcast da un sito e poi trasferirlo su iPod o suoi omologhi, oggi basta che dal tuo iPhone apri iTunes, vai nella sezione podcast e trovi svariati canali a cui iscriverti e ricevere in automatico le puntate non appena vengono pubblicate. E questo riguarda sia i podcast di “replica” che quelli inediti. Di recente con l’arrivo di Android Auto e Apple Carplay è possibile ascoltare podcast comodamente in auto.

2014: Serial

Correva l’anno 2014 e negli USA veniva lanciato Serial, una serie in 12 episodi basata su un fatto di cronaca nera realmente accaduto, prendendo in esame atti e documenti reali. Una specie di “Blu Notte” in versione podcast per intenderci. Il successo è stato clamoroso, soprattutto tenendo conto che si tratta di un podcast indipendente, primo nelle classifiche di iTunes anche molto tempo dopo il rilascio, più di 5 milioni di download secondo Apple(Fonte). Il tutto finanziato da sponsor (primo fra tutti Mailchimp che in USA sponsorizza molti podcast) e per il rilascio della seconda stagione anche da donazioni. E’ prevista  una terza stagione nell’estate 2017.

Va detto che negli Stati Uniti il podcasting indipendente è molto più sviluppato che in Italia al punto che esistono figure professionali legate al montaggio audio e si sprecano gli annunci di chi cerca o offre servizi per il podcasting, nonchè svariati sponsor.

E in Italia?

In italia il podcasting fino a poco tempo fa era utilizzato solo per le repliche di trasmissioni radiofoniche, tranne qualche pioniere indie come Scientificast che ha visto la luce nel 2007, si occupa di divulgazione scientifica e nel frattempo è diventato un’associazione culturale. O Digitalia, che invece trasmette dal 2009 e si occupa di tecnologia.

Gli indipendenti

Da qualche anno però si assiste ad una graduale crescita di podcast indipendenti e la scelta è ormai vasta. Abbiamo le interviste ad imprenditori e freelance di Italian Indie Tra “i più richiesti” di iTunes troviamo Strategia Digitale che tratta soprattutto di marketing, tra gli “essentialsStart Me Up. Voglio anche segnalare due podcast su i quali ho avuto il piacere di lavorare: Vendere Valore (Business e Marketing) e Periscritto un podcast di interviste a scrittori e copywriter. Ma l’universo del podcasting è variegato esistono podcast di intrattenimento come il “contenitoreQuerty e il filone educational che, oltre al già citato Scientificast, comprende programmi dedicati all’apprendimento delle lingue, alla filosofia, alla letterutura e perfino alla psichiatria!

Insomma si tratta di una nicchia in espansione e chissà che presto non arrivi uno “Spaghetti Serial“. Mancano tuttavia degli inserzionisti specializzati in questo settore e chi vuole monetizzare deve procacciarsi una sponsorship. Inoltre, per quanto mi risulta, l’unica realtà in Italia che al momento offre un servizio di editing professionale e pubblicazione dedicato a chiunque voglia fare podcasting è Soundscape.

Come li ascolto?

Abbiamo detto che la forza dei podcast è la mobilità, quindi escluderò le soluzioni “desktop” che comunque esistono per tutti i sistemi operativi.

Ascoltare i podcast è semplicissimo:

Apple:

Per iPhone e iPad i podcast sono disponibili su iTunes o tramite l’app gratuita Podcast. Se non l’avete già installata sarà sufficiante andare sull’app store e scaricarla, una volta aperta potrete esplorare gli show più ascoltati o le categorie di vostro interesse, oppure cercarne uno specifico digitando il nome. L’app “Podcast” è disponibile anche per Apple CarPlay. Se non volete perdere nessuna puntata del vostro show preferito basterà sottoscrivere il podcast e automaticamente verranno scaricate i nuovi episodi.

Qui l’elenco aggiornato dei modelli di auto compatibili con Apple CarPlay

podscat in auto con apple carplay podcast

Android

Su android sono disponibili diverse app, alcune delle quali a pagamento.

Fra queste ultime, secondo molti, la migliore è Pocket Cast che attualmente costa 2,99€, i vantaggi di questa app sono:

  • la sincronizzazione dei dispositivi, quindi potrete iniziare ad ascoltare il vostro podcast da smartphone e continuare in auto (è compatibile con android auto) dal punto in cui avete interrotto.
  • Multipiattaforma

Qui i modelli di auto e stereo compatibili con Android Auto

Fra le app free una delle più gettonate è Podcast Republic  che personalmente ho trovato la più semplice da usare e con delle caratteristiche molto interessanti.

Tra le quali:

  • Supporto dei feed di iTunes e dei canali e playlist di Youtube
  • Sincronizzazione fra dispositivi
  • Lingua Italiana
  • Facilità d’uso

Vediamo come sottoscrivere uno show con Podcast Republic

Una volta scaricata l’app ci troveremo sulla home

 

Come ascoltare i podcast con Podcast Republic

Dalle tre linee in alto a sinistra andremo a selezionare la localizzazione, cliccando sulla bandierina in alto a sinistra

Come ascoltare i podcast con Podcast Republic

 

Da uno dei vari campi di ricerca basta immettere il titolo per cercare, oppure potete esplorare i podcast più ascoltati da “Browse Top Chart”.

Come ascoltare i podcast con Podcast Republic

Trovato il vostro show preferito, potete sottoscrivere per ricevere in automatico le nuove puntate, cliccare su una puntata per scaricarla o riprodurla in streaming.

Due righe vanno dedicate alla sottoscrizione, dalle impostazioni infatti si può scegliere se scaricare le nuove puntate o meno, risparmiando quindi spazio sul telefono.

Ma le impostazioni sono tantissime e lascio a voi l’esplorazione!

Non ho modo di provare se sia disponibile su android auto, tanto vale che proviate e mi fate sapere! E’ comunque possibile attivare la modalità auto dalle impostazioni.

Vai alla seconda parte: Podcast – Come si fa? Guida alla registrazione con Audacity e Skype

 


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I migliori microfoni usb per Youtuber e Podcaster

I migliori microfoni usb per Youtuber e Podcaster

Quando si parla di podcasting, non si può non trattare l’argomento microfoni usb. E’ il requisito fondamentale per un risultato di qualità professionale. Si lo so, sono fissato con la qualità! Ma non smetterò mai di ripeterlo: qualità = autorevolezza. E’ la linea di demarcazione, per fare un esempio chiaro a tutti, che passa tra la pubblicità del “Ferramenta Franco” su Radio Frittole International, e quella di un’ azienda su un network più importante. La buona notizia è che, rispetto al povero Ferramenta Franco, avere una buona qualità su un target molto più mirato e vi costerà molto meno.

Inoltre, qualora decidessi di far parte della squadra di podcaster che hanno scelto Podcasting Facile per l’editing e l’ottimizzazione dei loro podcast, un buon microfono sarà la “conditio sine qua non” per uno show di qualità.

Perchè un microfono usb?

Iniziamo col porre un po’ di basi certe, collegare un microfono alla scheda audio del pc (magari usando un adattatore jack->mini-jack)  è inutile, e in più ogni volta che lo farai un fonico da qualche parte del mondo morirà!

Seriamente, con questo procedimento ti continuerai a portare dietro tutti problemi legati alla scheda audio del pc (rumori di fondo, fruscii ecc).Soundscape interfaccia audio

Le soluzioni sono due: Una interfaccia audio esterna a cui dopo collegare un microfono, oppure un microfono usb.

La prima scelta è interessante se avete velleità musicali, ma del tutto scomoda e costosa se quello che vi interessa è solo registrare la vostra voce. Il microfono usb ha il vantaggio di avere un covertitore integrato e non richiede nessuna configurazione particolare.

Leggi anche la nostra recensione comparativa delle migliori schede audio in bundle con microfono e cuffie

Ecco i “fantastici 4” Microfoni Usb:

Update: in fondo all’articolo troverete un aggiornamento con nuovi prodotti!

Marantz Podpack

Attualmente in vendita su Amazon a EUR 59,99

Marantz è un marchio storico per quanto riguarda l’HiFi, un nome che è una garanzia nel campo dell’audio, che di recente ha introdotto una linea di microfoni usb. Già dal nome, Podpack, si intuisce che Marantz con questo prodotto mira ad un target di podcaster, offrendo un microfono a condensatore in bundle con un supporto. Sul microfono non è presente nessun controllo di volume o uscita per le cuffie. Non ho trovato nessuna specifica riguardo frequenza di campionamento e risoluzione, nè sul manuale nè sui siti in cui è in vendita, immagino che ciò significhi che abbia le specifiche “base” di 44.1kHz/16bit.

Rumorosità 16dBA Rapporto segnale-rumore: 78dB

Soundscape - microfoni usb Marantz Podpack

 

La risposta in frequenza è di 20Hz-17kHz, il grafico mostra una discreta linearità per lo scopo che si pone, ovvero sostituire il microfono integrato del portatile o avere un prodotto con cui portare a casa il risultato ad un prezzo entry level.

La figura polare è fissa a cardioide con una ripresa fuori asse leggermente più larga rispetto ad altri microfoni. La scelta della figura polare fissa è un vantaggio per chi non ha la necessità o le competenze per scegliere altre configurazioni, sono certo che eviterà tanti errori di setup.

Marantz MPM2000U

Prezzo su Amazon EUR 95,00

Fratello maggiore del Podpack, è il top di gamma dei microfoni usb di Marantz, offre una frequenza di campionamento di 48kHz e 16 bit di risoluzione. Incluso nella valigetta, oltre il cavo usb, lo spider  per il montaggio su supporto. Anch’esso non offre uscita cuffie e conrolli sul corpo del microfono. Sinceramente condivido questa scelta di Marantz in un ottica di microfoni per podcaster e youtuber, e forse (ma è una mia supposizione) è la causa della bassa rumorosita di questi microfoni. Less is more!

Rumorosità 16dBA, rapporto segnale-rumore: 84dB.

Soundscape - Microfoni Usb Marantz mpm2000u

La risposta in frequenza dichiarata dalla casa è 20Hz-18kHz, e il grafico mostra delle caratterizzazioni in alcuni porzioni dello spettro. Tuttavia queste enfasi, concentrate nella parte medio-alta e alta dello spettro, per l’uso di cui stiamo parlando sono poco influenti.

La figura polare è una cardioide con una buona reiezione fuori asse.

Audio Technica Pro AT2020USB+

Facciamo un salto di prezzo ma anche di qualità e passiamo all’ Audio Technica Pro AT2020USB.

Prezzo su Amazon al momento: EUR 138,00

Si tratta di un altro microfono a condensatore a figura polare fissa (cardioide), uscita cuffie nella parte posteriore, controllo del volume per la cuffia sul frontale, led per segnalare la connessione al pc. Il convertitore come nel caso precedente offre frequenze di campionamento fino 48 kHz a 16 bit, che sottolineo essere specifiche più che sufficienti per il podcasting o i video.

Soundscape - Microfoni Usb Audio Technica

Stando a quanto riporta audio technica, la risposta in frequenza è di 20Hz-20kHz, lineare dove serve, con un ottima risposta anche sulle basse frequenze. La figura polare mostra una cardioide abbastanza “severa” sul segnale proveniente dai 180° (a 1kHz).

Sulla carta si tratta di un ottimo microfono, molto migliore di altri suoi concorrenti della stessa fascia si prezzo.

Røde NT-USB

Røde è un rinomato produttore australiano di microfoni professionali, usati sia in studi di registrazioni e applicazioni live, che per uso Broadcast e cinematografico.

Prezzo EUR 129,00

Il microfono in questione offre una conversione fino a 48 kHz / 16bit, uscita cuffia, potenziometro per il volume della cuffia e per il monitoring. Inoltre incluso nel prezzo un filtro anti-pop con logo Røde in bella vista.

Diamo un’occhiata alla scheda tecnica:

Soundscape - Microfoni Usb Rode Nt-usbLa risposta in frequenza dichiarata è di 20hz-20kHz, e una linearità molto buona, con un’enfasi dai 2kHz ai 10kHz, proprio dai 2k ai 5kHz si trovano le frequenze che danno intelligibilità e chiarezza alla voce.

Soundscape - Microfoni Usb Rode Nt-usb

La figura polare (fissa) è anche qui una cardioide, stretta e abbastanza costante a diverse frequenze.

E’ certamente un prodotto di ottima qualità, tenendo conto che include un filtro anti-pop, il prezzo è adeguato.


I grandi esclusi

Come avrete notato ci sono alcuni grandi assenti come il Samson C01U e il suo successore C03U, il Blue yeti, o il Røde Podcaster. I due prodotti Samson non hanno un polar pattern a cardioide, anzi si avvicinano a figure come la supercadioide o ipercardioide (ovvero una ripresa sul controasse molto spiccata) quindi catturereranno inevitabilmente tutti i riverberi e rumori provenienti dal retro del microfono. Il Røde Podcaster invece è un ottimo microfono dinamico, questo significa che dovreste tenerlo quasi appiccicato alla bocca, non è l’ideale per uno youtuber o un podcaster che fa interviste su skype. In alcuni casi le differenti configurazioni possibili possono confondere un utente inesperto. Per quanto riguarda il Blue Yeti non sono riuscito a trovare grafici di risposta in frequenza e del diagramma polare sul manuale e sul sito. Francamente non è un buon segno, soprattutto se vendi un microfono a 140-170€ devi motivarlo con grafici derivati da misurazioni in camera anecoica, così come gli altri produttori hanno fatto.

Brava Marantz!

Prima di tirare le somme va fatto un doveroso encomio a Marantz che è stata l’unica a dichiarare sulla scheda tecnica la rumorosità intrinseca a tutti i microfoni a condensatore dovuta alla circuiteria, nei loro microfoni si attesta a 16 dBA, un valore di tutto rispetto per microfoni di questa fascia di prezzo, segno di una buona componentistica e un progetto curato, e forse dovuto all’assenza di uscita  e controllo del volume cuffia. Va detto anche che per il podcasting si può essere più tolleranti in termini di rumore rispetto ad un uso musicale.

Conclusioni

Partiamo dal presupposto che qualsiasi microfono usb scegliate sarà meglio di quello del pc, è chiaro che se prenderete un microfono da 15-20€ non dovrete aspettatevi grandi miglioramenti.

Detto questo, a mio avviso se volete sentire un salto di qualità ma avete un budget molto limitato, il mio suggerimento è di puntare sul  Marantz Podpack , è facile da usare ed include il supporto per tenerlo sospeso, per quel che costa vale la pena provarlo. Se invece volete qualcosa di davvero professionale e non avete problemi di budget punterei sul Røde NT-USB , si tratta di un marchio che produce da decenni ottimi microfoni per uso professionale, particolarmente curata la scheda tecnica. Nel mezzo troviamo il Marantz MPM2000U con un rapporto segnale rumore di 84dB e l’ Audio Technica Pro AT2020USB+ che sulla carta è molto valido, ma che si distacca di poco dal prezzo del Røde.

Qualsiasi di essi scegliate consiglio sempre l’uso di un supporto per sospendere il microfono, questo perchè sarà più facile gestire la posizione del microfono e ottenere la migliore resa dal vostro microfono.

Aggiornamento:

Segnalo che da Thomann, rinomato negozio online tedesco di strumenti musicali e attrezzature audio, sono presenti due interessanti microfoni usb a basso costo prodotti dalla stessa Thomann. Purtroppo non posso allegare le schede tecniche con i grafici di risposta in frequenza in quanto non sono presenti sul sito del produttore, ma dalla descrizione fornita e dalle recensioni dei clienti sembrano dei prodotti validi in relazione al costo.

The t.bone SC 440 USB 55€ (al momento in cui scrivo questo articolo).

 

Microfono a condensatore usb a diaframma largo, arriva in una valigetta contenente spider e cavo usb lungo 1,8 metri. La figura polare dichiarata è una supercardioide, attenzione quindi all’ambiente dove andrete a registrare! Valutate se usare un vocal booth. Sul microfono sono presenti un pad, ne caso in cui vi trovaste a registrare sorgenti molto intense, e un filtro per tagliare le basse frequenze.

the t.bone SC 450 USB 89€ (al momento in cui scrivo questo articolo)

t.bone microfono usb

 Fratello maggiore del precedente, viene dichiarato come “wide cardioid”, non sappiamo però quanto sia ampia questa cardioide. Come il precedente, arriva in una valigetta contenente cavo usb e spider e presenta un pad di attenuazione a -10dB e un filtro low cut.

Sempre su Thomann sono presenti numerosi altri microfoni, il mio consiglio è sempre quello di cercare le schede tecniche sui siti dei produttori, non basatevi su estetica o prezzo (un Blue Yeti costa quanto un Røde NT-USB!).


Vi è stata utile questa guida? Avete dei commenti o delle domande? Fatemelo sapere commentando qui sotto e condividete l’articolo se vi è piaciuto!

 

Molto rumore per nulla!

Molto rumore per nulla!

Il rumore è senza dubbio il fenomeno sonoro nel quale siamo nostro malgrado immersi, a tal punto da non rendercene più conto. Ce ne ricordiamo solo quando irrompe in un momento per noi importante: un clacson durante una telefonata, una sirena mentre guardiamo un film, i vicini che urlano la domenica mattina alle 8, oppure si può manifestare sotto varie forme nelle tue registrazioni.

I rumori sono anche uno dei problemi audio più diffusi, la riduzione del rumore è quindi  essenziale sia per chi fa podcast, sia nel restauro audio nonchè nella post-produzione musicale.

Le tipologie di disturbo possono essere varie, proviamo a conoscerle e classificarle.

I rumori di fondo (ambientali e non)

i rumori ambientali di fondo sono spesso il problema audio più grande nel podcasting. Sono dovuti  a diversi fattori, come suggerisce l’aggettivo “ambientale” il luogo in cui registriamo è fondamentale, non solo per i rumori ma anche per il riverbero. Altri rumori di fondo non propriamente ambientali sono quelli introdotti dal computer sul quali si registra, anche la ventola più silenziosa è costituita da una bobina e un magnete in rotazione posti molto vicino alle capsule dei microfoni integrati di un notebook, alla scheda audio integrata e ai convertitori, dispositivi sensibilissimi proprio ai campi magnetici. L’unico modo per prevenire questo fenomeno è utilizzare un microfono esterno di buona qualità con convertitore integrato, volgarmente detti: “microfoni usb” ormai il mercato ne offre numerosi modelli per tutti i gusti estetici ed economici.

Il Fruscio

E’ il rumore vintage per eccellenza!  Riguarda esclusivamente le registrazioni su supporti analogici come cassette, nastri, vinili,  oppure digitalizzazioni non “ripulite”. Il fruscio è dovuto allo sfregamento fisico del nastro o del disco con la testina/puntina. Nei registratori di livello professionale e con nastri non particolarmente usurati è un fenomeno udibile (spesso a malapena) solo nei momenti di silenzio. La rimozione del fruscio è una delle principali operazioni del restauro audio in fase di digitalizzazione.

Il ronzio

Il ronzio è il tipico rumore “zanzaroso” dovuto principalmente all’alimentazione elettrica, si tratta di problemi legati alla terra e alla massa delle apparecchiature audio o la vicinanza dei cavi audio a cavi di alimentazione, ventole del pc ecc.

La distorsione

Dovuta a un errato livello di registrazione. Trovate un paragrafo sui corretti livelli di registrazione nella Guida pratica alla registrazione casalinga.

Il “Pop”

No, non è solo un genere musicale, ma anche il tipico disturbo prodotto dalle consonanti cosiddette “occlusive bilabiali sorde” ovvero le P e “sonore” le B anche dette esplosive o “plosive”. Il problema riguarda tutte le registrazione vocali effettuate con microfoni sensibili e da distanze ravvicinate. Quindi molto frequente nei podcast e nelle registrazioni senza filtro anti-pop.

S

Le esse (ma anche le Z) dette consonanti sibilanti, sono caratterizzate da picchi molto fastidiosi intorno ai 10kHz, parliamo ovviamente di un problema caratteristico delle voce. La soluzione è in fase di post-produzione: il de-esser.

Questi sono alcuni dei disturbi audio più frequenti, tutti risolvibili da Soundscape.

Per concludere un esempio di restauro audio tratto dal podcast “Strategia Digitale” di Sara Veltri. Il file presentava diverse problematiche. La prima e più evidente è una notevole distorsione dovuta a un livello di registrazione troppo elevato e un importante rumore di fondo.

L’intervento è stato drastico ma ha comunque prodotto un sostanziale miglioramento. (Se usate degli auricolari consiglio di ridurre il volume d’ascolto).

Prima:

Dopo: